mensile del partito di unità proletaria per il comunismo

anno 1 n°1. Maggio 1975

scarica

IN MORTE DI VITTORIO RIESER

(Un’intervista del 3 ottobre 2001)

interessante dossier sulla facilità di inquinare ed uccidere in Itaglia.

http://www.carmillaonline.com/2013/07/09/i-pesi-e-le-misure-parte-prima/

http://www.carmillaonline.com/2013/07/13/i-pesi-e-le-misure-parte-seconda/

tratto da carmillaonline

 

L’allevatore Vincenzo Fornaro è rimasto senza gregge perché i suoi armenti sono stati avvelenati dalla diossina e dalle polveri dell’Ilva di Taranto, il cui famigerato camino E312 proietta la sua ombra sinistra in una campagna dove il pascolo è stato vietato. Sono a rischio incenerimento anche le prelibate cozze del Mar Piccolo, di cui il miticoltore Egidio D’Ippolito canta le meraviglie. Delle cozze pelose, quelle rarità del mare che nobilitano la tavola e intorbidano la moralità di taluni politici pugliesi, neanche a parlarne perché crescono in colonie, nei fondali del Mar Piccolo, dove per decenni si sono depositati i metalli pesanti, residui malsani di tutte le stagioni dell’industrializzazione tarantina, dall’Arsenale all’acciaio. (altro…)

TARANTO – E’ arrivato ieri il via libera della Camera al decreto 61 del 4 giugno, meglio conosciuto come ‘salva Ilva bis”: 299 i sì, 112 i contrari (M5S e Lega), 34 gli astenuti (SEL). Il provvedimento originario dall’affascinante titolo “Nuove disposizioni urgenti a tutela dell’ambiente, della salute e del lavoro in imprese di carattere strategico nazionale”, sarà applicato all’Ilva di Taranto e di Genova, Novi Ligure, Racconigi, Marghera e Patrica, ma varrà anche per tutti gli altri complessi industriali che dovessero trovarsi in una situazione analoga. Il testo è stato modificato sia nelle commissioni riunite Ambiente e Attività produttive che dall’Assemblea e passa ora all’esame di Palazzo Madama (salvo altri emendamenti oltre i 30 inseriti a Montecitorio).

Come riportato nei giorni scorsi, tra le modifiche più rilevanti vi è la possibilità che il commissariamento possa riguardare il solo ramo di azienda che non abbia rispettato le prescrizioni AIA (autorizzazione integrata ambientale) e non tutta l’impresa, ma soltanto “in caso di reiterai pericoli gravi e rilevanti”: se ne accade uno alla settimana o al mese, non ci saranno “problemi”. Inoltre, il commissario avrà facoltà di intervenire solo nei siti industriali di interesse strategico nazionale con non meno di mille dipendenti (cassa integrazione compresa). (altro…)

pubblicato su radio onda rossa

2 luglio, 2013 – 13:27

“Estrema destra”: nuovo libro di Guido Caldiron

Un redazionale con la redazione di Maldestra sull’estrema destra in Europa e in Italia.

Presentazione del libro di Guido Caldiron sulla strada al Parlamento: chi sono i protagonisti del nuovo fascismo mondiale? Lupi solitari o gruppi strutturati? Giovani esaltati o uomini di governo? Le loro idee si fermano agli slogan o possono tradursi in violenza? Populisti, xenofobi, identitari, i nuovi fascisti del Terzo millennio fomentano l’odio razziale e spesso cavalcano l’onda dell’antieuropeismo e del rifiuto del mondo globalizzato, “colpevole” ai loro occhi della grande crisi economica.  Radiondarossa ne parla con l’autore del libro e con l’ex redazione di Maldestra.

Articolo pubblicato su Vis-à-vis n°1 -1993

 

disponibile anche  su carmilla 123

 

Tratto da Contropiano.org

“Liberatevi delle Costituzioni antifasciste e sinistroidi”. A dirlo è la banca d’affari JP Morgan. Ecco da dove arrivano i suggerimenti alle riforme istituzionali che vogliono attuare anche nel nostro paese.
La rivelazione è del Wall Street-Italia di oggi ed è esplicita sia nella presentazione che nella traduzione del documento di 16 pagine diffuso dalla banca d’affari JP Morgan. La liquidazione delle Costituzioni ispirate all’antifascismo (declinato sia per il franchismo in Spagna che per i Colonnelli in Grecia) diventa un obiettivo dichiarato dei poteri forti finanziari. Certi discorsi ormai si sentono quotidianamente anche nell’agenda politica del nostro paese. L’austerità resterà nel panorama politico europeo ancora per molto tempo, dunque le garanzie non devono più far parte di questo mondo. Adesso è un pò più chiaro il perchè e a che cosa puntano.

Qui di seguito l’articolo riportato su Wall Street Italia di oggi 18 giugno 2013:

“Gli economisti del gigante finanziario americano JP Morgan lo dicono senza troppi fronzoli ai governi europei: “Dovete liberarvi delle vostre costituzioni sinistroide e anti fasciste”. Lo si legge in un documento di 16 pagine in cui vengono elencate le modifiche da apportare nell’area euro per riuscire a sopravvivere alla crisi del debito.
Oltre alla parte sul buon lavoro fatto sin qui, la sezione piu’ interessante riguarda il lavoro che resta ancora da fare in termini di deleveraging delle banche e di alleggerimento del debito sovrano e delle famiglie.
Le riforme strutturali piu’ urgenti, oltre a quelle politiche, sono secondo la banca quelle in termini di riduzione dei costi del lavoro, di aumento della flessibilita’ e della liberta’ di licenziare, di privatizzazione, di deregolamentazione, di liberalizzazione dei settori industriali “protetti” dallo stato.

Gli autori della ricerca osservano che nel cammino che porta al completamento degli accorgimenti da apportare alla propria struttura politico economica, l’area euro si trova a meta’ strada. Cio’ significa che l’austerita’ fara’ con ogni probabilita’ ancora parte del panorama europeo “per un periodo molto prolungato”.

L’analisi dei banchieri risale ormai a piu’ di due settimane fa. Stupisce vedere che non abbia ricevuto un’attenzione maggiore. Gli unici ad avere scritto qualcosa sono i giornalisti del Financial Times, che pero’ non fanno il benche’ minimo cenno alla parte piu’ ecltante, quella sulla costituzione.

Probabilmente l’idea che le grandi banche – in parte colpevoli per la crisi scoppiata in Usa ormai sei anni fa – anticipino altri anni di austerita’ e rigore non sarebbe stata accolta con grande favore dall’opinione pubblica e dai governi.

Nessuno si illude che l’austerity scompaia da un giorno all’altro e nemmeno spera che lo faccia a breve. Tuttavia, ai paesi che hanno fatto ricorso al programma di aiuti internazionali della Troika (FMI, Bce e Commissione Ue) sono state fatte concessioni. Come premio delle modifiche strutturali apportate, e’ stato offerto in cambio un alleggerimento degli impegni presi in materia di riduzione del debito.

E’ un peccato che l’analisi di JP Morgan non abbia ricevuto l’attenzione che meritava. Si tratta infatti del primo documento pubblico in cui dei banchieri ammettono francamente come la pensano su certi temi.

Il problema non e’ solo una questione di reticenza fiscale e di incremento della competivita’ commerciale, stando alla loro spiegazione, bensi’ anche di “eccesso di democrazia” che va assolutamente ridimensionato. L’elite finanziaria internazionale lascia intendere che se i paesi del Sud d’Europa vogliono rimanere aggrappati alla moneta unica devono rassegnarsi a rinunciare alla Costituzione.

DI SEGUITO UNA PARTE DEL DOCUMENTO ORIGINALE:

Quando la crisi è iniziata era diffusa l’idea che questi limiti intrinseci avessero natura prettamente economica: debito pubblico troppo alto, problemi legati ai mutui e alle banche, tassi di cambio reali non convergenti, e varie rigidità strutturali. Ma col tempo è divenuto chiaro che esistono anche limiti di natura politica. I sistemi politici dei paesi del sud, e in particolare le loro costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano una serie di caratteristiche che appaiono inadatte a favorire la maggiore integrazione dell’area europea. Quando i politici tedeschi parlano di processi di riforma decennali, probabilmente hanno in mente sia riforme di tipo economico sia di tipo politico. 

I sistemi politici della periferia meridionale sono stati instaurati in seguito alla caduta di dittature, e sono rimasti segnati da quell’esperienza. Le costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste, e in ciò riflettono la grande forza forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo.

I sistemi politici e costituzionali del sud presentano tipicamente le seguenti caratteristiche: esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti; governi centrali deboli nei confronti delle regioni; tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori; tecniche di costruzione del consenso fondate sul clientelismo; e la licenza di protestare se vengono proposte sgradite modifiche dello status quo. La crisi ha illustrato a quali conseguenze portino queste caratteristiche. I paesi della periferia hanno ottenuto successi solo parziali nel seguire percorsi di riforme economiche e fiscali, e abbiamo visto esecutivi limitati nella loro azione dalle costituzioni (Portogallo), dalle autorità locali (Spagna), e dalla crescita di partiti populisti (Italia e Grecia).

Il 19 Giugno 2013 si terrà nell’aula magna de “La Sapienza” la quarta conferenza sulla cyber warfare, la seconda ospitata dall’università. La conferenza è organizzata da centri di ricerca del “La sapienza” e dell’università di Firenze, unitamente a partner privati tra cui, Vitrociset (Finmeccanica) e Maglan (ideatrice e finanziatrice). Tra i vari e numerosi relatori interverranno ad esempio il Colonello Giandomenico Taricco (II Reparto [Informazioni e Sicurezza] dello Stato Maggiore Difesa), specialisti del ministero dell’interno, esponenti del ministero della difesa, insomma il fior fiore dell’industria bellica, della difesa e dell’esercito italiani.

 

Continua a leggere sul sito dell’Officina di Fisica

Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.

Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.

Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.

Femmina penso, se penso l’umano
la mia compagna, ti prendo per mano.

(Edoardo Sanguineti “Ballata delle donne)

Pagina successiva »