( Dallo scritto del martire antifascista catanese Carmelo Salanitro: insegnante del Liceo Cutelli di Catania, condannato a 18 anni di carcere da Tribunale speciale il 25 febbraio 1941 per attività antifasciste, morto nel lager di Mauthausen il 24 aprile 1945. – tratto da “ Pagine dal Diario” 28 ottobre 1931- 6 giugno 1932”, di Cuecm, a cura di Rosario Mangiameli.)
“ Anno 1931, 28 ottobre”
“ Oggi mercoledì si entra nel 10° anno del regime fascista. Oggi, compiono nove anni esatti da che il 28 ottobre 1922, ha avuto inizio una farsa che non potrà avere se non uno scioglimento tragico. Da oggi imprendo parlare, per mezzo di questo diario, con me stesso; poiché siamo risotti a tale, che anche con qualche amico fidato, se tu vuoi parlare delle cose del tuo paese, devi abbassare il tono della voce,e guardare circospetto attorno alle pareti mute che ti circondano. Domiziano, Tiberio e i Borboni sono ormai vendicati da questo governo fascista che da diversi anni tortura i cervelli delle persone oneste e coerenti e smunge le tasche di tutti, specialmente dei poveri e degli umili, straziando e desolando il paese intero.
Imbavagliati e resa muta la stampa libera e
indipendente dalle Alpi alla Sicilia, è un’invasione di giornali asserviti e aggiogati al Governo, i quali ogni giorno non fanno altro, riuscendo a una esasperata monotonia, che ricantare le lodi e gli osanna di Mussolini, tacere su quanto avviene e nascondere le piaghe che affiggono Popolo e Nazione. Sciolte le associazioni contrarie al fascismo, impedita la ricostituzione o il sorgere dipartiti, non già soltanto comunisti, repubblicani e socialisti,ma perfino liberali, popolari, monarchici, costituzionali, stati puntello della monarchia , rimasto in piedi un mastodontico e inutile, in un paese dove si vorrebbe identificare l’Italia col fascismo, organismo che usurpa il nome del partito, ma è meglio definirlo una specie di cloaca dove sono andati a trovare il loro posto naturale tutti gli elementi torbidi, disonesti e marci che, sparsi prima un po’ qua e un po’ là nelle diverse frazioni del mondo politico, adesso che queste non esistono più sono schierati nei ranghi del cosiddetto partito Fascista, dove raccolti e riuniti, laddove per l’innanzi erano sparpagliati, hanno formato numero e,costituendo la principale piattaforma di un partito dal programma caotico, incerto, vago, si sono infiltrati ovunque nelle amministrazioni, negli uffici, nei posti di comando, dove hanno portato la loro incapacità chè è superata soltanto dallo loro insaziata voracità, paralizzando o frustrando i lodevoli propositi di qualche persona onesta che si è venuta a trovare nelle file del Fascismo non si sa come e perché.
Questi sono i capi e gli ufficiali: l’esercito è formato di uomini che si sono iscritti chi per tornaconto, chi per
calcolo, chi per paura, altri poi perché hanno veduto dare
l’adesione a tanti prima di loro; oggi del resto è quasi una necessità appartenere almeno a qualcuna delle organizzazioni ramificate del Partito Fascista, perché non si può lavorare senza avere spese decine di lire a fare parte di un sindacato o di un gruppo o di un’associazione che porti la qualifica di fascista; oggi se un professore di scuole Medie Superiori vuole essere chiamato a far parte delle commissioni esaminatrici per gli esami di maturità, deve essere fascista iscritto al Partito o a qualche associazione dipendente: non si esige che sia colto e onesto e imparziale, ma che sia munito della tessera del PNF e insegnanti notoriamente inetti o, che è peggio, corrotti
hanno potuto sedere al banco di esaminatori; così viene attuata la Riforma Gentile, che il grande Mussolini appellò la più
fantastica delle riforme del Fascismo!.
Di tutti gli iscritti nelle varie
file del cosiddetto PNF se un giorno o l’altro la situazione attuale potesse mutare e questo Regime inviso a tutti cadesse, non ci sarebbe uno solo il quale impiegherebbe più di un minuto a spezzare il distintivo e a stracciare la tesser. Ma finché si reggerà, la maggior parte sopporterà in silenzio di farmne parte e tollerare tutte le angherie e i soprusi e le sistematiche spogliazioni. Ecco il frutto dell’aver
ricostituita a libertà l’Italia senza aver preparato gli Italiani!
