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tratto da osservatorio democratico.it

Il vento dell’antifascismo soffia ancora per chi è senza vergogna
Pubblichiamo il discorso che Sergio Fogagnolo, presidente dell’associazione Le radici della Pace e figlio di uno dei martiri di piazzale Loreto, ha pronunciato alla celebrazione del 10 agosto 
Redazione  –  Osservatorio democratico  –  15/08/2012

Cittadine e cittadini di Milano, rappresentanti delle associazioni partigiane e delle Istituzioni civili e militari, nella mia qualità di presidente dell’Associazione Le radici della Pace che riunisce i familiari dei quindici partigiani qui assassinati dai nazifascisti il 10 agosto 1944, vi ringrazio per la vostra partecipazione.
I Quindici, ben sapendo di rischiare la vita, hanno scelto di schierarsi contro il fascismo perché era un regime violento e liberticida, totalitario e antidemocratico che, dopo aver dichiarato e perso la guerra mondiale, ci ha trascinati pure nella guerra civile, mentre era in corso la guerra di Liberazione.
La maggior parte di loro ha partecipato o ha organizzato gli scioperi del marzo ’44 che avevano l’importantissimo scopo politico di difendere gli impianti industriali che i nazisti volevano rubare e trasferire in Germania per proseguire là la produzione bellica. Ed è proprio questo che scatena la reazione di Saevecke, capo della Gestapo lombarda, che ordina la fucilazione.
Dopo averli ingannati, dicendo loro che sarebbero partiti per Bergamo, dove avrebbero lavorato per la Todt, i fascisti della Muti, volonterosi carnefici di Hitler, hanno eseguito quel ordine e li hanno assassinati qui, senza processo, alle sei del mattino, lasciandoli esposti al pubblico fino alle otto della sera. E, per terrorizzare la popolazione milanese che simpatizzava per la Resistenza, durante tutto il giorno, i militi e le ausiliarie fascisti li hanno offesi e vilipesi prendendoli a calci, pulendosi le scarpe nei poveri corpi morti, sputandoci sopra, intimidendo e minacciando chi, con coraggio, mostrava la propria pietà. I Quindici hanno affrontato la morte per quel amor di patria e quel senso di civica dignità sconosciuti alla «razza cialtrona» che, dopo aver imposto venti anni di fascismo, era fuggita a Brindisi, abbandonando il popolo al suo destino; o che, dopo aver portato il Paese nella guerra di aggressione e averla rovinosamente persa, lo trascinò, poi, nella catastrofica, sanguinosa guerra civile, costituendo la RSI.
Calamandrei ci ricorda che non siamo qui per una celebrazione: i Quindici ci convocano ogni anno per chiederci conto dell’uso che facciamo della loro eredità. Non facciamo mistero delle nostre attese nella giunta Pisapia perché il centro sinistra ci ha sempre dimostrato che considera l’antifascismo un valore, sia in occasione della presentazione del disegno di legge per tutelare gli interessi dei famigliari delle vittime delle stragi nazifasciste, che quando abbiamo chiesto la costituzione della commissione di inchiesta parlamentare; e, infine, quando, per finanziare il film che tutela la memoria di questa strage, abbiamo chiesto aiuto alla Provincia di Penati che ha risposto con diecimila euro. Nei confronti del Comune, dunque, il giudizio è sospeso. Ma siamo convinti che la risposta alle nostre aspettative non si perderà nel vento!
Ci rivolgiamo invece al centro destra perché, a fasi alterne, per quasi venti anni ha governato il Paese, la Regione, la Provincia e il Comune. Le virtù civiche della vostra classe dirigente sono esattamente misurabili e vanno dalla colpevole ignoranza della storia del Paese alla banalizzazione del fascismo, passando per la tolleranza dell’apologia di fascismo, manifestata apertamente dai poliziotti che, nel G8 di Genova, hanno torturato i dimostranti, cantando inni fascisti. Ma, passano anche per i privilegi delle cariche istituzionali, incapaci di ridurre i loro esorbitanti stipendi e gli sproposi-incapaci di ridurre i loro esorbitanti stipendi e gli spropositati rimborsi elettorali ai partiti (anche a quelli ormai chiusi!), mentre si chiedono sacrifici senza fine al Paese.
E che dire del Parlamento di nominati, che avete riempito di indagati o condannati? Come il pregiudicato Brancher, nominato ministro per l’attuazione del federalismo per poter invocare il legittimo impedimento ed evitare il giudizio della magistratura che gli chiede conto del suo ruolo nello scandalo dell’acquisizione dell’Antonveneta da parte della BPI di Fiorani. A poco più di due settimane dalla sua nomina, sarà costretto alle dimissioni dalla furia popolare e dal tempestivo intervento del Presidente della Repubblica. O come il senatore Dell’Utri, per la Corte di Cassazione, ambasciatore della mafia a Milano, che chiama “eroe” il mafioso Mangano. C’è da stupirsi, allora, se il PdL, nella passata campagna elettorale delle amministrative milanesi, definisce delinquenti i magistrati? E dobbiamo, forse, tacere di fronte alle istituzioni elettive usate come un bancomat per pagare un lauto stipendio ai vostri avvocati, alle vostre prostitute e ai vostri figli, ignoranti, illetterati e incapaci?
Altro fattore capace di misurare le virtù civiche della vostra classe dirigente è il rispetto della volontà popolare, espressa con i referendum. Uno dei più recenti voleva l’acqua pubblica; eppure è stata necessaria una sentenza della Corte Costituzionale per sventare il vostro disonesto tentativo di privatizzarla comunque, col D. L. 138 del agosto 2011 che vìola la volontà popolare.
Ma non c’è mai fine al peggio: poco tempo fa, il prestigio del Paese era stato gettato alle ortiche da un capo del governo, «inetto, vanitoso e incapace» (così lo qualifica l’ambasciatore americano a Roma in un suo rapporto del 2010 a Washington); fu necessario un passaggio di mano per poter restituire al Paese il credito della comunità internazionale, indispensabile nel momento più delicato dell’attuale, gravissima crisi economica internazionale, caparbiamente negata per ben tre anni. Eppure, dopo aver portato il Paese sull’orlo della catastrofe, il vecchio satiro ha ancora l’impudenza di ricandidarsi alla guida del governo perché vede messi a rischio gli interessi delle sue aziende e gli esiti dei suoi processi. Ma torniamo a Piazzale Loreto. La Commissione di indagine parlamentare sulle stragi nazifasciste, formata durante il governo di centro sinistra, da noi fortemente voluta e promossa, nel 2006 concludeva i suoi lavori con una vergognosa relazione della maggioranza di destra che, malgrado l’ampia documentazione contraria, negava ogni responsabilità del potere politico nell’ occultamento.
Fin dal agosto 2007, vi abbiamo chiesto qui, pubblicamente, di schierarvi con noi e di aiutarci per vedere riconosciuti i diritti alla memoria e allo studio dei documenti di questa e delle altre stragi nazifasciste de «l’armadio della vergogna». Non avete fatto una piega. Sono passati cinque anni e non è cambiato nulla. Anzi, no.
Tra gli altri soggetti che sostengono la tesi della responsabilità degli organi politici, il Consiglio della Magistratura Militare (CMM, equivalente militare del CSM civile), nella sua relazione del 23/03/99, dice chiaramente ed esplicitamente che la Magistratura Militare dell’epoca «ha illegalmente sottrattogli atti [di questi crimini] al giudice naturale».
La vostra consigliera regionale Sveva Dalmasso aveva iniziato a darci una mano; ma, alle ultime elezioni regionali, l’avete obbligata a cedere il suo posto in lista (quella con le firme false, per intenderci) a … Nicole Minetti. Per carità di patria, meglio non commentare! La libertà è un diritto costituzionale. Voi l’avete avuta gratis. Ma il prezzo della vostra libertà l’abbiamo pagato noi, famigliari delle vittime delle stragi de «l’armadio della vergogna». E quel prezzo è fatto delle nostre sofferenze e del nostro dolore. Ma, anche questo vi lascia indifferenti.
Quante orecchie deve avere un uomo [politico] prima di poter udire il pianto del popolo? La rabbia e l’indignazione popolare sono ben rappresentate da quel 40% circa di elettori che non sono andati a votare e non intendono andarci in futuro.
Eppure, non è nulla rispetto alla nostra collera, enormemente più grande, perché da quasi venti anni vi vediamo venire qui a pavoneggiarvi e fare sfoggio di antifascismo parolaio, indifferenti ai nostri appelli e all’ingiustizia del fascicolo di questa strage, nascosta per oltre 50 anni per «ragioni di stato», celebrando, svogliatamente e con parole di circostanza, un rito di cui è evidente che non vi importa nulla.
Se non volete liberarci della vostra presenza -e temo fortemente che non vogliate farlo!-, rispettate, almeno, il popolo di sciagurati che vi vota e imparate il vostro mestiere, profumatamente pagato: andate a lezione di virtù civica dagli operai della Morellato Termotecnica di San Giuliano Terme che, insieme al loro datore di lavoro, hanno rifiutato di fare i siluri e hanno preferito la cassa integrazione, piuttosto che tradire il principio di produzione etica!
Quanti morti sono necessari prima che sappia[te] che troppe persone sono morte? La risposta, amici miei, si perde nel vento

Sergio Fogagnolo, presidente dell’associazione Le radici della Pace

tratto da ANED.it

10 agosto, Milano ha ricordato i 15 Martiri di piazzale Loreto nell’anniversario dell’eccidio

 

Il 10 agosto 2012, nell’anniversario della fucilazione dei 15 Martiri di piazzale Loreto, le associazioni della Resistenza, i familiari dei caduti, gli enti locali, le forze democratiche e antifasciste milanesi hanno reso omaggio alla memoria dei combattenti per la libertà e nel contempo hanno ribadito la permanente mobilitazione a tutela dei capisaldi sanciti nella Costituzione.

– ore 10,00 – Piazzale Loreto: deposizione di corone alla stele che ricorda i 15 Martiri; interventi di rappresentanti delle istituzioni e di Sergio Fogagnolo, presidente dell’associazione “Le Radici della Pace – i 15“.
Introduce Carla Bianchi Iacono dell’ANPC.

– ore 21,00 – sempre in piazzale Loreto: manifestazione antifascista.

A seguire: testimonianza di Franco Loi, poeta, e  intrattenimento musicale “Una cantata Partigiana”.

 

 

Video

Sergio Fogagnolo http://www.youtube.com/watch?v=ezWUQ3XT0Nk

Massimo Castoldi http://www.youtube.com/watch?v=mSp-RaK0CIc

 

milano



Nelle inchieste in corso alla Regione Lombardia coinvolti anche due consiglieri vicini a CasaPound 
Elisabetta Salandra  –  Osservatorio democratico  –  19/03/2012

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