Inquinamento… “di classe”

tratto da siderlandia.

Le classi sociali più basse hanno tassi di mortalità e di ricorso al ricovero ospedaliero più alte di circa il 20% rispetto alle classi sociali più abbienti

di Salvatore Romeo (’84)

“Quando muoio non voglio niente del paradiso:
io i lavori del paradiso non li saprei fare.
Prego che il diavolo mi venga a prendere
e mi metta nelle fornaci ardenti dell’inferno.”

(B. Springsteen, Youngstown)

 

C’è un dato contenuto nella perizia medico-epidemiologica recentemente depositata presso il Tribunale di Taranto nel quadro del processo contro l’ILVA cui, tranne rare eccezioni (si segnala questo bel pezzo di Francesco Casula), non è stato dato quasi per nulla risalto. I curatori del documento – dott. Forastiere, prof. Biggeri e prof.ssa Triassi – così scrivono:

“La città di Taranto (e i due comuni limitrofi Statte e Massafra) presentano un quadro sociale variegato con presenza contemporanea di aree ad elevata emarginazione e povertà ed aree abbienti. A questa stratificazione sociale si associano differenze importanti di salute (e di probabilità di morte). Le classi sociali più basse hanno tassi di mortalità e di ricorso al ricovero ospedaliero più alte di circa il 20% rispetto alle classi sociali più abbienti [corsivo mio].”

 

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