interessante dossier sulla facilità di inquinare ed uccidere in Itaglia.
http://www.carmillaonline.com/2013/07/09/i-pesi-e-le-misure-parte-prima/
http://www.carmillaonline.com/2013/07/13/i-pesi-e-le-misure-parte-seconda/
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interessante dossier sulla facilità di inquinare ed uccidere in Itaglia.
http://www.carmillaonline.com/2013/07/09/i-pesi-e-le-misure-parte-prima/
http://www.carmillaonline.com/2013/07/13/i-pesi-e-le-misure-parte-seconda/
tratto da carmillaonline
L’allevatore Vincenzo Fornaro è rimasto senza gregge perché i suoi armenti sono stati avvelenati dalla diossina e dalle polveri dell’Ilva di Taranto, il cui famigerato camino E312 proietta la sua ombra sinistra in una campagna dove il pascolo è stato vietato. Sono a rischio incenerimento anche le prelibate cozze del Mar Piccolo, di cui il miticoltore Egidio D’Ippolito canta le meraviglie. Delle cozze pelose, quelle rarità del mare che nobilitano la tavola e intorbidano la moralità di taluni politici pugliesi, neanche a parlarne perché crescono in colonie, nei fondali del Mar Piccolo, dove per decenni si sono depositati i metalli pesanti, residui malsani di tutte le stagioni dell’industrializzazione tarantina, dall’Arsenale all’acciaio. (altro…)
Come riportato nei giorni scorsi, tra le modifiche più rilevanti vi è la possibilità che il commissariamento possa riguardare il solo ramo di azienda che non abbia rispettato le prescrizioni AIA (autorizzazione integrata ambientale) e non tutta l’impresa, ma soltanto “in caso di reiterai pericoli gravi e rilevanti”: se ne accade uno alla settimana o al mese, non ci saranno “problemi”. Inoltre, il commissario avrà facoltà di intervenire solo nei siti industriali di interesse strategico nazionale con non meno di mille dipendenti (cassa integrazione compresa). (altro…)
numero intero contentente la Relazione Martuscelli
http://www.multiupload.nl/IGOBX3N2FN
SINTESI
Sono felice di vedere un’assemblea che non è composta da soli operai.
Da Taranto partirà nei prossimi mesi una battaglia ch esappia indivisuare il ruolo della siderurgia. E assieme agli altri focoali di lotta si farà saltare la politica dello strangolamento per debito.
Se la città si muoverà all’unisono il movimento sapraà coinvolgere altri settori sociali (come succede in valle Susa) si spaccheranno i sindacati e le organizzazioni politiche.
Non esiste la riconversione produttiva senza il coinvolgimento delle amministrazioni (comune, provincia) e possibilmente il governo attraverso una piattaforma da elaborare.
L’assemblea di oggi deve restare operativa e vigilare preventivamente sui fondi pubblici destinati all’Ilva.
I tempi non saranno facili, la val di susa militarizzata ce lo dimostra, ma più si moltiplicheranno i focolai di lotta più il potere sarà costretto a scendere a patti. Organizzarsi significa costruire programmi e realizzarli passo passo: trasformare Taranto è possibile se questo movimento saprà individuare gli obiettivi e le tappe di questo percorso.
tratto da siderlandia.
Le classi sociali più basse hanno tassi di mortalità e di ricorso al ricovero ospedaliero più alte di circa il 20% rispetto alle classi sociali più abbienti

di Salvatore Romeo (’84)
“Quando muoio non voglio niente del paradiso:
io i lavori del paradiso non li saprei fare.
Prego che il diavolo mi venga a prendere
e mi metta nelle fornaci ardenti dell’inferno.”
(B. Springsteen, Youngstown)
C’è un dato contenuto nella perizia medico-epidemiologica recentemente depositata presso il Tribunale di Taranto nel quadro del processo contro l’ILVA cui, tranne rare eccezioni (si segnala questo bel pezzo di Francesco Casula), non è stato dato quasi per nulla risalto. I curatori del documento – dott. Forastiere, prof. Biggeri e prof.ssa Triassi – così scrivono:
“La città di Taranto (e i due comuni limitrofi Statte e Massafra) presentano un quadro sociale variegato con presenza contemporanea di aree ad elevata emarginazione e povertà ed aree abbienti. A questa stratificazione sociale si associano differenze importanti di salute (e di probabilità di morte). Le classi sociali più basse hanno tassi di mortalità e di ricorso al ricovero ospedaliero più alte di circa il 20% rispetto alle classi sociali più abbienti [corsivo mio].”
“Hic sunt leones”
di Sergio Cararo
tratto da contropiano.org
L’Italia è decisamente un paese alla rovescia. In Val di Susa i fatti vengono trasformati nel loro contrario.
Un manifestante disarmato, a volto scoperto, declina il proprio nome e cognome ed affronta a parole un uomo armato di casco, scudo, manganello, pistola, travisato dall’equipaggiamento. Il primo parla, magari sfotte dandogli della “pecorella”, ma chiede all’altro se valga la pena di fare quello che è chiamato a fare. Il secondo tace. Lo fa per ottemperare agli ordini ma forse – e nessuno se l’è chiesto – è combattuto tra il replicare o l’interrogarsi se quanto gli dice l’altro abbia un fondo di verità. (altro…)
La sinistra deve porsi alla testa del processo di trasformazione delle energie rinnovabili, il cui sviluppo può determinare le condizioni per difendere i diritti acquisiti e sviluppare l’occupazione

FONTE: GUGLIELMO RAGOZZINO – IL MANIFESTO del 29 MAGGIO 2011