antifascismo


di Manlio Dinucci | da il Manifesto – 13 marzo 2012
Che emozione quando, il 25 marzo a Forte dei Marmi, il sindaco Pd Umberto Buratti scoprirà la statua dedicata a «L’aviatore». A rappresentare gli aviatori italiani apparirà il figlio del Duce, Bruno Mussolini, in tuta di volo, maschio e fiero come il suo augusto genitore.

La grande statua fu commissionata nel 1943 dallo stesso Benito Mussolini allo scultore Arturo Dazzi, artista molto apprezzato dal regime, per onorare Bruno, morto in un incidente aereo due anni prima, agli inizi della Seconda guerra mondiale. Il Duce lo ricorda, nel libro a lui dedicato, come «aviatore di tre guerre, già volontario in Africa e in Spagna, che servì in pace e in guerra l’Italia», dando «nobiltà imperitura al nome dei Mussolini» e ispirando i giovani con la sua «vita esemplare».

A tale proposito, il sindaco Buratti e la sua giunta faranno bene a organizzare visite guidate delle scuole per spiegare agli alunni, di fronte alla statua, quale fu la «vita esemplare» di Bruno Mussolini.  (altro…)

Continuano le intimidazioni dentro la galassia dell’estrema destra. Un altro segnale della spirale di minacce iniziata quest’estate con una sparachiodi azionata contro il vicepresidente nazionale quest’estate di CP. (peace.noblogs.org)

 

 

Blitz contro Casapound Distrutto il circolo

ASSALTO. L’allarme è stato lanciato dai residenti della zona. Sul fatto indagano i carabinieri
Una ventina di persone ha fatto irruzione intorno a mezzanotte bastoni alla mano. Due giovani sono stati colpiti al volto e al collo

19/02/2012
Zoom Foto

Il circolo Cutty Sark che ospita la sede di Casa Pound FOTO FADDA

Erano tra le quindici e venti persone e, nel giro di pochi minuti, hanno distrutto il circolo culturale Cutty Sark, sede di Casapound in via Poloni. Non ci sarebbero stati feriti gravi se non un giovane del circolo, presente al bar al momento del blitz che avrebbe preso un pugno in faccia e un altro con una ferita al collo. Nessuno dei due, però, si è fatto refertare al pronto soccorso. Non ci sarebbe stata poi una rissa anche perchè le forze in campo erano decisamente sproporzionate: al momento del blitz nel bar di Casapound erano presenti cinque, sei persone, compreso il barista. Ora carabinieri vogliono far luce sull’assalto avvenuto alle mezzanotte e mezza dell’altra notte. Gli inquirenti considerano la devastazione a una sede politica un fatto estremamente grave che riporta la mente agli anni ’70, agli albori degli anni di piombo quando questi blitz avvenivano di frequente. C’è anche chi non esclude che si tratti di una vicenda interna agli iscritti a Casapound. A far propendere per questa ipotesi anche il riserbo mantenuto fino a ieri dai dirigenti dell’organizzazione di estrema destra sia con gli inquirenti che con i media. «Se non sono loro a tirare fuori la politica per primi», è stato il commento di un inquirente, «non vedo perchè dovremo farlo noi».

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intervista di Stefano Galieni 4/02/2012

L’esercito nazista in ritirata dall’Italia, lascia solo morte e sangue. Il 29 giugno 1944, 203 abitanti di Civitella, Cornia e San Pancrazio (Arezzo), vengono uccisi. Si spara a donne, bambini, uomini e vecchi, compreso il parroco del paese. Ottobre del 2008, con una storica sentenza la Corte di Cassazione condanna la Germania al risarcimento per quelle vittime, spianando la strada ad un atto di giustizia che potrebbe portare a far luce sulle tante altri strage perpetrate in quegli anni. La Germania fa ricorso al tribunale dell’Aja, appellandosi alla non punibilità per i crimini commessi dal terzo reich. Il Tribunale Onu, da ragione su tutti i fronti alla Germania.
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La prefazione di Guido Caldiron a “Ripuliti, postfascisti durante e dopo Berlusconi” di Daniele Nalbone e Giacomo Russo Spena (Castelvecchi)

«Pronto, so’ Fabio de Roma e ve volevo dì che so’ un fascio da panico!». Novembre 1993, il primo turno delle elezioni municipali di molte grandi città italiane si è chiuso con risultati sconvolgenti: a Roma e Napoli i candidati a sindaco del partito neofascista Msi, Gianfranco Fini e Alessandra Mussolini, hanno raccolto tra un terzo e la metà dei voti. Intanto, le cronache di stampa parlano con sempre maggiore frequenza di un nuovo fenomeno giovanile, quello dei cosiddetti «naziskin», violenti e razzisti, che qualcuno arriverà a presentare come l’aspetto più visibile e inquietante di una sorta di «Sessantotto di Destra».

In quegli stessi giorni Radio Radicale, che ha aperto i suoi microfoni agli ascoltatori alla metà di ottobre raccogliendo oltre 10mila telefonate al giorno, sta mandando in onda i messaggi che vengono registrati dalla sua segreteria telefonica. Via radio si inseguono senza tregua i frammenti di un discorso delirante, demenziale e tragico allo stesso tempo. Il Nord contro il Sud, la voglia di secessione dei leghisti, i tifosi della Roma contro quelli della Lazio, i sostenitori di Fini e quelli di Rutelli – i due contendenti per il Comune di Roma – insulti e appelli al Duce, Moana Pozzi e Bossi. C’è di tutto nelle telefonate alla radio, anche se gli ascoltatori più attenti assicurano che rispetto a qualche anno addietro sono diventati il razzismo e l’apologia del Ventennio i temi più gettonati. È poi il ballottaggio per le elezioni amministrative, in particolare quelle capitoline, che sembra interessare molto a chi telefona a Radio Radicale. Ragazzini, spesso poco più che adolescenti, intasano le linee telefoniche per scongiurare il «pericolo rosso» che a loro dire rischia di abbattersi su Roma, in caso di vittoria di Francesco Rutelli. «Votate Fini, pure perché è della Lazio» o «anche se è della Lazio», spiegavano Tony della Magliana e un suo amico, che «già vota» e che «de politica ce capisce», prima di salutare tutti i «bastardi milanesi». (altro…)

tratto da http://jumpinshark.blogspot.com/2011/12/non-siamo-tutti-casa-pound-su-il-post.html?showComment=1323991693227#c7474770103403877339

Prima il sindaco con la croce celtica AleMagno gli compra il palazzo stanziando a spese dei contribuenti 11.800.000 € (undicimilioniottocentomilaEuroDioFa- http://bit.ly/iz8Vdg leggi prima voce) poi i piagnoni del 3° millennio occupano uno stabile in via Val d’Ala a Roma con la scusa della lotta per la casa,scoprendo poi che nessuno di loro aveva i requisiti (un occupante aveva un reddito di 106.000 € l’anno, un altro un villino da 5 vani, un altro proprietario di una pizzeria – http://bit.ly/sctitA). Poi sempre grazie agli agganci del sindaco ex picchiatore mettono a profitto il loro “ribellismo” allestendo (coi soldi del comune) dentro la “non conforme” Area 19 il conformissimo nuovo locale della Roma bene ( http://bit.ly/s9HD0i ).
Poi dopo la fascistopoli dei posti di lavoro a tempo indeterminato nelle municipalizzate romane ( http://bit.ly/rRtGzt ) ecco che spuntano i villini destinati ai militanti del popolo di Roma e alle tartarughe di ca$aclown ( http://bit.ly/trdRdK ).
Ma è di questi giorni la notizia che fa stringere il cerchio. DJ Manfro, ovvero Manfredi Alemanno è stato eletto alla consulta cittadina nelle liste del blocco studentesco ( http://bit.ly/vW9XYJ ). E si sa che con il figlio di Alemanno son parati tutto l’anno.

altE’ il 29 agosto del 1946 e ad Asti un gruppo di una cinquantina di persone sta rientrando in città tra gli applausi calorosi della gente: sono i ribelli di Santa Libera, un gruppo di ex partigiani che qualche giorno prima è tornato ad imbracciare le armi e si è installato sulla vetta di una collina che domina il piccolo comune di Santa Libera (in provincia di Cuneo) per protestare contro alcuni provvedimenti che le autorità hanno messo in atto sia sul piano locale che su quello nazionale.

La scintilla della rivolta si accende quando ad Asti giunge la notizia che Carlo Lavagnino, comandante della polizia locale ed ex comandante delle formazioni garibaldine, è stato sollevato dal suo incarico per essere sostituito da un ex ufficiale fascista. (altro…)

http://www.saveriotommasi.it/blog/articolo.php?id=383
13 luglio 2010
Fanciullacci, Totaro e i veri assassini. L’Avv. Francesco Mandarano presenta il suo libro scritto da Saverio Tommasi

Achille Totaro, senatore PDL, da più parti indicato come “spranghista settantino”, nel 2000, all’interno di un consiglio comunale, chiamò il partigiano Bruno Fanciullacci “assassino”. Per quattro volte. Da lì un processo, da lì un’assoluzione. Ma da lì anche la volontà, da parte dell’avvocato Francesco Mandarano, di raccontare un pezzo di storia, la biografia di un partigiano. La voglia e la volontà di fare luce sul processo Totaro partendo dalla resistenza, dalla storia di Bruno Fanciullacci, dalla lotta partigiana di liberazione, sui luoghi della verità e sugli angoli della menzogna. Stasera, alle 21:30, Mandarano presenterà il suo “Dalla parte di Bruno Fanciullacci” alla festa rossa di Montespertoli, presso il Parco urbano. Un libro di parte, dalla parte giusta, quella di chi ha fatto la resistenza.

Di seguito un breve estratto dal libro.
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unita25apr1945.pdf

Al rogo i libri dei firmatari dell’appello in favore della scarcerazione di Cesare Battisti

Commenti di Wu Ming 1, Massimo Carlotto, Lello Voce, Tiziano Scarpa, Girolamo De Michele e Claudio Calia sulla vicenda dei “Libri al rogo” coinvolti nella proposta [leggi su gloablproject]

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