politica


contropiano.org | 6 Aprile 2012

I ballottaggi delle elezioni amministrative in diverse città può meno grandi, ci consegnano uno scenario politico con mutazioni profonde rispetto al recente passato.

Emerge con chiarezza come sia ormai esaurita la rappresentanza politica così come l’abbiamo conosciuta. Il dato delle elezioni locali si fonde, in questo caso, con la liquidazione della rappresentanza politica decretato dall’alto.

Il processo di gerarchizzazione a livello europeo rende infatti quasi superflue le forme di rappresentanza istituzionale che fino a oggi hanno avuto centralità. A decidere ormai sono altri istituti e quelli nazionali o locali appaiono privi dell’autonomia necessaria per una azione di governo effettiva, quindi condizionabile dal basso attraverso il voto. Le dichiarazioni di Bersani in un dibattito televisivo, secondo cui deve essere il Parlamento Europeo ad assumere il potere di indirizzo mentre i parlamenti nazionali devono gestire solo l’ordinaria amministrazione, rende esplicito questo dato di fatto. (altro…)

Il titolo del post è scelto da peace. L’articolo è stato pubblicato su il manifesto il 18 Maggio 2012 con il titolo

Cari «informali», l’anarchia è un’altra cosa

OPINIONI –
*** Quello che anticipiamo in questa pagina, per gentile concessione, è l’editoriale del prossimo numero di A, la storica rivista anarchica, che prende una posizione netta contro la Federazione anarchica informale

(altro…)

l’editoriale di Guido Viale su il manifesto di oggi e l’intervista a Carlo Smuraglia, presidente dell’ANPI. (altro…)

Intervista a Marc Augé di Marino Niola, da Repubblica, 19 marzo 2012

«La crisi provocata dalla finanza ci ha rubato il futuro. Lo ha letteralmente seppellito sotto le paure del presente. Tocca a noi riprendercelo». A dirlo è Marc Augé, uno dei più celebri antropologi del mondo, nel suo ultimo libro, “Futuro”, (Bollati Boringhieri). Misura accuratamente le parole l’autore di “Non luoghi”. Non ha la veemenza né l’irruenza del tribuno, eppure dietro la sua riflessione pacata si avverte il rigore inflessibile dell’illuminista. Che lascia al mondo una speranza: quella di essere salvati dalle donne. (altro…)

di Manlio Dinucci | da il Manifesto – 13 marzo 2012
Che emozione quando, il 25 marzo a Forte dei Marmi, il sindaco Pd Umberto Buratti scoprirà la statua dedicata a «L’aviatore». A rappresentare gli aviatori italiani apparirà il figlio del Duce, Bruno Mussolini, in tuta di volo, maschio e fiero come il suo augusto genitore.

La grande statua fu commissionata nel 1943 dallo stesso Benito Mussolini allo scultore Arturo Dazzi, artista molto apprezzato dal regime, per onorare Bruno, morto in un incidente aereo due anni prima, agli inizi della Seconda guerra mondiale. Il Duce lo ricorda, nel libro a lui dedicato, come «aviatore di tre guerre, già volontario in Africa e in Spagna, che servì in pace e in guerra l’Italia», dando «nobiltà imperitura al nome dei Mussolini» e ispirando i giovani con la sua «vita esemplare».

A tale proposito, il sindaco Buratti e la sua giunta faranno bene a organizzare visite guidate delle scuole per spiegare agli alunni, di fronte alla statua, quale fu la «vita esemplare» di Bruno Mussolini.  (altro…)

“Hic sunt leones”
di Sergio Cararo

tratto da contropiano.org

L’Italia è decisamente un paese alla rovescia. In Val di Susa i fatti vengono trasformati nel loro contrario.

Un manifestante disarmato, a volto scoperto, declina il proprio nome e cognome ed affronta a parole un uomo armato di casco, scudo, manganello, pistola, travisato dall’equipaggiamento. Il primo parla, magari sfotte dandogli della “pecorella”, ma chiede all’altro se valga la pena di fare quello che è chiamato a fare. Il secondo tace. Lo fa per ottemperare agli ordini ma forse – e nessuno se l’è chiesto – è combattuto tra il replicare o l’interrogarsi se quanto gli dice l’altro abbia un fondo di verità. (altro…)

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La prefazione di Guido Caldiron a “Ripuliti, postfascisti durante e dopo Berlusconi” di Daniele Nalbone e Giacomo Russo Spena (Castelvecchi)

«Pronto, so’ Fabio de Roma e ve volevo dì che so’ un fascio da panico!». Novembre 1993, il primo turno delle elezioni municipali di molte grandi città italiane si è chiuso con risultati sconvolgenti: a Roma e Napoli i candidati a sindaco del partito neofascista Msi, Gianfranco Fini e Alessandra Mussolini, hanno raccolto tra un terzo e la metà dei voti. Intanto, le cronache di stampa parlano con sempre maggiore frequenza di un nuovo fenomeno giovanile, quello dei cosiddetti «naziskin», violenti e razzisti, che qualcuno arriverà a presentare come l’aspetto più visibile e inquietante di una sorta di «Sessantotto di Destra».

In quegli stessi giorni Radio Radicale, che ha aperto i suoi microfoni agli ascoltatori alla metà di ottobre raccogliendo oltre 10mila telefonate al giorno, sta mandando in onda i messaggi che vengono registrati dalla sua segreteria telefonica. Via radio si inseguono senza tregua i frammenti di un discorso delirante, demenziale e tragico allo stesso tempo. Il Nord contro il Sud, la voglia di secessione dei leghisti, i tifosi della Roma contro quelli della Lazio, i sostenitori di Fini e quelli di Rutelli – i due contendenti per il Comune di Roma – insulti e appelli al Duce, Moana Pozzi e Bossi. C’è di tutto nelle telefonate alla radio, anche se gli ascoltatori più attenti assicurano che rispetto a qualche anno addietro sono diventati il razzismo e l’apologia del Ventennio i temi più gettonati. È poi il ballottaggio per le elezioni amministrative, in particolare quelle capitoline, che sembra interessare molto a chi telefona a Radio Radicale. Ragazzini, spesso poco più che adolescenti, intasano le linee telefoniche per scongiurare il «pericolo rosso» che a loro dire rischia di abbattersi su Roma, in caso di vittoria di Francesco Rutelli. «Votate Fini, pure perché è della Lazio» o «anche se è della Lazio», spiegavano Tony della Magliana e un suo amico, che «già vota» e che «de politica ce capisce», prima di salutare tutti i «bastardi milanesi». (altro…)

Segnaliamo 2 articoli sul tema dei beni comuni che contribuiscono a fare un po’ di chiarezza.

I beni comuni non sono una categoria merceologica (di Guido Viale)  tratto da www.guidoviale.it

Il valore dei beni comuni di Stefano Rodotà tratto da  “EcoMagazine“ (altro…)

(Corrado Oddi Fp Cgil – Forum italiano movimenti per l’acqua) –  il manifesto    12/01/2011

Il governo ha ignorato tutti gli appelli dei movimenti. Ora fa il colpo di mano per esautorare i comuni

In molti si sono cimentati nella discussione sulla discontinuità o meno del governo Monti rispetto al precedente governo Berlusconi. Molto ci sarebbe da dire in proposito, ma certamente non si sbaglia ad evidenziare come non sia cambiato il metodo di accreditare ipotesi e regolarsi sulla base delle reazioni che esse suscitano. Non si può pensarla diversamente rispetto al fatto che nella giornata di ieri sono girati varie versioni sul presunto testo del decreto legge sulle liberalizzazioni che il governo dovrebbe varare il prossimo 20 gennaio.

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Scritto da www.riforme.info
Giovedì 12 Gennaio 2012 19:46
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Comunicato Stampa – Associazione per la democrazia costituzionale

La Corte Costituzionale, come autorevoli costituzionalisti avevano sostenuto, ha dichiarato inammissibili i quesiti referendari proposti dagli on. Parisi e Di Pietro, strumentalmente varati per bloccare il referendum Passigli-Ferrara-Villone.

Parisi e Di Pietro, miravano a far rivivere le norme del Mattarellum abrogate con la legge Calderoli, la legge detta  ‘porcata’ per il premio di maggioranza attribuito alla minoranza più consistente e per aver dato ai capipartito il potere di nominare gli eletti.

Leggeremo le motivazioni, ma già ora possiamo ricordare che la Corte Costituzionale ha sottolineato nelle sentenze 15 e 16 del 2008 che il premio di maggioranza senza una soglia minima produce ‘una sovra rappresentazione della maggioranza relativa’: fin d’allora la Corte chiedeva una riscrittura della legge elettorale.

L’Associazione per la democrazia costituzionale da anni si batte contro il bipolarismo coatto prodotto dai sistemi elettorali maggioritari,  qual è l’attuale Porcellum,  e qual era il Mattarellum che con il sistema dei collegi uninominali maggioritari aprì la via al berlusconismo.

Ora si tratta di dare di nuovo vigore alla rappresentanza politica, cancellata dai sistemi maggioritari. Si deve di cambiare  il sistema elettorale per ricostruire una democrazia rappresentativa: da anni proponiamo un sistema proporzionale, come può essere quello tedesco, che garantisce il pluralismo politico cancellato sia dal Mattarellum sia dal Porcellum.
Sosterremo tutte le iniziative per giungere a una nuova legge elettorale, che non perpetui sotto altre sembianze il sistema maggioritario ma sia uno strumento per la libera espressione della volontà politica dei cittadini.

Roma, 12 gennaio 2012

Prof. Gianni Ferrara
Presidente, Associazione per la democrazia costituzionale

 

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