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SINTESI

Sono felice di vedere un’assemblea che non è composta da soli operai.

Da Taranto partirà nei prossimi mesi una battaglia ch esappia indivisuare il ruolo della siderurgia. E assieme agli altri focoali di lotta si farà saltare la politica dello strangolamento per debito.

 

Se la città si muoverà all’unisono il movimento sapraà coinvolgere altri settori sociali (come succede in valle Susa) si spaccheranno i  sindacati e le organizzazioni politiche.

 

Non esiste la riconversione produttiva senza il coinvolgimento delle amministrazioni (comune, provincia) e possibilmente il governo attraverso una piattaforma da elaborare.

 

L’assemblea di oggi deve restare  operativa e vigilare preventivamente sui fondi pubblici destinati all’Ilva.

I tempi non saranno facili, la val di susa militarizzata ce lo dimostra, ma più si moltiplicheranno i focolai di lotta più il potere sarà costretto a scendere a patti. Organizzarsi significa costruire programmi e realizzarli passo passo: trasformare Taranto è possibile se questo movimento saprà individuare gli obiettivi e le tappe di questo percorso.

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Inquinamento… “di classe”

tratto da siderlandia.

Le classi sociali più basse hanno tassi di mortalità e di ricorso al ricovero ospedaliero più alte di circa il 20% rispetto alle classi sociali più abbienti

di Salvatore Romeo (’84)

“Quando muoio non voglio niente del paradiso:
io i lavori del paradiso non li saprei fare.
Prego che il diavolo mi venga a prendere
e mi metta nelle fornaci ardenti dell’inferno.”

(B. Springsteen, Youngstown)

 

C’è un dato contenuto nella perizia medico-epidemiologica recentemente depositata presso il Tribunale di Taranto nel quadro del processo contro l’ILVA cui, tranne rare eccezioni (si segnala questo bel pezzo di Francesco Casula), non è stato dato quasi per nulla risalto. I curatori del documento – dott. Forastiere, prof. Biggeri e prof.ssa Triassi – così scrivono:

“La città di Taranto (e i due comuni limitrofi Statte e Massafra) presentano un quadro sociale variegato con presenza contemporanea di aree ad elevata emarginazione e povertà ed aree abbienti. A questa stratificazione sociale si associano differenze importanti di salute (e di probabilità di morte). Le classi sociali più basse hanno tassi di mortalità e di ricorso al ricovero ospedaliero più alte di circa il 20% rispetto alle classi sociali più abbienti [corsivo mio].”

 

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