SINTESI
Sono felice di vedere un’assemblea che non è composta da soli operai.
Da Taranto partirà nei prossimi mesi una battaglia ch esappia indivisuare il ruolo della siderurgia. E assieme agli altri focoali di lotta si farà saltare la politica dello strangolamento per debito.
Se la città si muoverà all’unisono il movimento sapraà coinvolgere altri settori sociali (come succede in valle Susa) si spaccheranno i sindacati e le organizzazioni politiche.
Non esiste la riconversione produttiva senza il coinvolgimento delle amministrazioni (comune, provincia) e possibilmente il governo attraverso una piattaforma da elaborare.
L’assemblea di oggi deve restare operativa e vigilare preventivamente sui fondi pubblici destinati all’Ilva.
I tempi non saranno facili, la val di susa militarizzata ce lo dimostra, ma più si moltiplicheranno i focolai di lotta più il potere sarà costretto a scendere a patti. Organizzarsi significa costruire programmi e realizzarli passo passo: trasformare Taranto è possibile se questo movimento saprà individuare gli obiettivi e le tappe di questo percorso.
